BSVA

CIVILE. Chi tampona ha (quasi) sempre torto

di Francesco Senaldi

Con la recente sentenza n. 20916 del 17 ottobre 2016 la Cassazione ha ribadito un principio di diritto col quale, complice il traffico sempre più congestionato delle nostre strade e autostrade, in tanti siamo costretti a fare i conti nella propria vita di automobilista: se tamponi il veicolo che ti precede hai torto, a meno che non dimostri che la collisione è avvenuta per una manovra assolutamente imprevedibile ed anomala del mezzo tamponato rispetto al normale andamento della circolazione.

Facendo proprio l’orientamento già espresso in precedenti pronunce, la Suprema Corte ha statuito che il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del proprio mezzo (in adempimento dell’obbligo di rispetto della distanza di sicurezza ex art. 149 Codice della Strada), evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l’avvenuto tamponamento pone a carico del conducente medesimo una presunzione “de facto” di inosservanza della distanza di sicurezza. Con la conseguenza che, esclusa l’applicabilità della presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054, comma 2, c.c., egli resta gravato dall’onere di dare la prova liberatoria, dimostrando che il mancato tempestivo arresto dell’automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili, quali potrebbero essere l’immissione improvvisa di un veicolo nel proprio percorso di guida, ovvero il ritorno imprevedibile in carreggiata di un veicolo fuoriuscito dalla sede stradale.