LAVORO. Cosa dice l’intesa sulle politiche del lavoro tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria?

di Gian Paolo Valcavi

Il 1° settembre u.s. Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunta un’intesa sulle proposte per affrontare la difficile situazione congiunturale e governare con più efficacia i processi di transizione industriale in un contesto di permanente debolezza economico-finanziaria del Paese.

Le OO.SS. e Confindustria hanno cercato di indicare una possibile strada da percorrere nel mutato scenario normativo, che ha visto una rivoluzionaria modifica del sistema degli ammortizzatori sociali (con maggior rigidità nell’utilizzo) ed un incompleto avvio delle politiche attive per la ricollocazione dei lavoratori privi di occupazione (nell’attesa che l’ANPAL, agenzia per le politiche attive inizi finalmente ad essere operativa).

La proposta mette al centro la ricollocazione dei lavoratori, assegnando alle parti sociali, attraverso la contrattazione, un ruolo attivo e di grande responsabilità.

In particolare, nelle imprese interessate dalla CIGS, laddove siano previsti esuberi, si propone, attraverso un accordo sindacale, la condivisione di un “piano operativo di ricollocazione” finalizzato a favorire la formazione e la ricollocazione dei lavoratori, già durante il periodo di cassa integrazione.

Per quanto attiene alle imprese che operano in aree di crisi industriale complessa e non complessa, laddove vi siano concrete possibilità di rilancio delle attività produttive, si propongono, oltre al piano operativo di ricollocazione, alcuni correttivi alla disciplina degli ammortizzatori sociali.

Leggi il testo delle proposte per le politiche del lavoro, siglato a Roma