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PENALE. L’allacciamento abusivo alla rete idrica è furto aggravato

di Elisa Benetazzo

L’impossessamento abusivo dell’acqua convogliata nelle condutture dell’acquedotto comunale integra il reato di furto aggravato.

Questo principio è stato sancito dalla Corte di Cassazione Penale Sez. V con la sentenza n. 42337 del 6 ottobre 2016.

La Corte ha confermato la condanna per furto aggravato inflitta ad un uomo che si era abusivamente allacciato alla rete idrica municipale, impossessandosi dell’acqua comunale.

La Cassazione statuisce che in tale fattispecie l’illegittima sottrazione di acqua potabile sia aggravata dall’utilizzo di modalità fraudolente e pertanto ritiene applicabile l’art. 625 comma 2 del codice penale, che prevede un inasprimento della pena quando il reo si avvalga per la commissione del reato di artifici e raggiri. La succitata aggravante è stata in passato applicata dalla Suprema Corte anche in tema di furto di energia elettrica avvenuto mediante allacciamento abusivo alla rete Enel tramite “cavi volanti”. (Si veda a tal proposito Cass. 11/ 47834 e Cass. 07/47170).